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3° Memorial di pallavolo
Fr. Antonio LADETTO










Fratel Antonio Ladetto nasce a Greggio (VC) il 22 Settembre 1927; muore a Taormina, il 20 Aprile 2002: 75 anni di vita vissuta con serenità, impegno, ferialità... Soprattutto tanta schietta semplicità...E' tale che nessuno di noi sapeva che si chiamava anche Michele: lo abbiamo scoperto dagli archivi dei Fratelli Maristi; lui non ci pensava sicuramente più da tempo... Abbiamo conosciuto il suo carattere schivo, timido, riservato, tranquillo... Per questo noi Fratelli Maristi poco conosciamo dei suoi primi anni, di cui parlava pochissimo; sappiamo invece che a 18 anni, dopo la guerra, entra nel seminario dei Fratelli Maristi a Ventimiglia, in Liguria, e nel 1947, dopo due anni, diventa Fratello Marista, emettendo i voti di povertà, castità ed obbedienza. Il 10 Agosto 1952 conferma la sua scelta facendo i voti per sempre: ha 25 anni. Ora il suo posto è vuoto, aspetta qualcuno, che abbia voglia di fare scelte grandi, coraggiose, controcorrente...
Fr. Antonio appartiene a una famiglia di gente abituata al lavoro: gente di poche parole, ma lavoratori instancabili.
Per questo non ci meraviglia il suo ritmo pieno di attività lungo tutta la sua vita:
lezioni di ginnastica, fino a 27 ore alla settimana, anziché fermarsi a 18 come per gli altri insegnanti;
catechismo pomeridiano ogni settimana,
la presenza in cortile a vigilare sui ragazzi nelle ricreazioni e nel gioco,
le attività ricreative: giochi, tornei, gare sportive, feste organizzate... tutte cose di cui non era mai l'organizzatore, ma la preziosa spalla, pronto ad ogni necessità ed imprevisto;
il lavoro in campagna.
Fr. Antonio era comunque un uomo gioviale. Gli piacevano le passeggiate in montagna, armato solo di zainetto, pantaloncini e scarponi; non disprezzava affatto le cenette all'aperto con gli amici, un po’ di gelato, il bicchierino e una sigaretta; le gite scolastiche, il gusto per le piccole novità nella vita quotidiana a servizio della comunità: si era per esempio appassionato a inventare nuovi piatti o a cercare altre ricette per rendere più gioviali e gustosi i nostri pasti...
Abbiamo vissuto insieme gli ultimi sei anni, durante i quali siamo stati testimoni della sua crescita umana e spirituale nella più ordinaria quotidianità.
Abbiamo osservato la sua obbedienza silenziosa: non faceva mistero di non aver condiviso la venuta dei Fratelli a Taormina, eppure accettò senza remore l'invito a far parte del gruppo sparuto di pionieri e tagliare così le radici, dopo 32 anni consecutivi di vita nella grande scuola di Roma.
Si è ricreduto presto però, ed aveva trovato congeniale a sé questa nuova esperienza di vita: lo stile familiare e quotidiano, i contatti umani più immediati e meno formali, un ambiente più a misura, che favorisce l'incontro e la percezione dell'altro e la condivisione di ogni elemento: oggetti, gusti, preferenze, difficoltà, esigenze, salute, umori, ricchezze e povertà, ...
Abbiamo gustato la sua pazienza nello stare dietro a noi tre suoi compagni di avventura, arruffoni negli orari sempre molto elastici, a volte estemporanei nelle nostre iniziative...
Si preoccupava sempre per i ragazzi:
la presenza in cortile o in corridoio all'inizio delle lezioni o alla ricreazione, per la quale non esitava a deporre l'abito di giardiniere o di cuoco, per rispetto della scuola e delle persone;
la cura del giardino, perché fosse sempre in ordine, e adatto ad educare i ragazzi al buon gusto;
la pulizia del campetto la domenica mattina presto, per togliere continuamente la ghiaia accumulata sotto gli spalti, e pericolosa per i giocatori ...
Fr. Antonio ci ha fatto capire l'amore per gli altri nelle piccole cose.