Istituto Paritario SMGR Taormina


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Incontri filosofici

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SULLE ORME DEGLI ANTICHI FILOSOFI

INCONTRI RAVVICINATI PER SAPERNE DI PIU’

(Primo Liceo - 2007)



  • VISIONI DIURNE E NOTTURNE
  • IL FILOSOFO ED IL BARCAIOLO
  • ATTENTI AL CANE!
  • L’ OSPITE INASPETTATO
  • PARMENIDE & ZENONE: ENERGIE NUOVE
  • LA RAGIONE CHIEDE DIRITTO DI CITTADINANZA
  • La SCATOLA DEL FILOSOFO
  • LE CONQUISTE DELL'ATOMO


 
VISIONI DIURNE E NOTTURNE
 
SUMMIT NEI BOSCHI TRA TALETE ED ANASSIMANDRO PER DEFINIRE UNA VOLTA PER TUTTE IL PRINCIPIO PRIMO: ANCORA UN ALTRO NULLA DI FATTO SULL’ANNOSA QUESTIONE APEIRON-ACQUA!
 
In un lontano settimo secolo a.C. un filosofo passeggiava per le strade di Mileto con il suo maestro. La discussione tra i due era alimentata da un discorso riguardo la genesi della terra e dei suoi esseri viventi. Talete insisteva nel dire che tutto ciò che li circondava nasceva, persisteva e finiva con il ciclo dell’acqua…
*
Si ferma Talete, infatti, davanti a uno stagno e indica al suo allievo la presenza di tanti organismi viventi nell’acqua. Poi è la volta di un orto secco e abbandonato e dice: ”Vedi Anassimandro, dove c’è l’umido c’è la vita, dove vi è secco c’è la morte”. Anassimandro allora dice: ”Forse avrai ragione tu maestro, ma, secondo me, il principio originario è qualcosa di più grande e illimitato”.
Anassimandro, ormai stanco di camminare, decide di tornare a casa per riposarsi e cade in un sonno profondo, ritrovandosi nell’infinito aperto e vivo.
Assiste alla grande separazione dei due generatori, il caldo e il freddo. Il primo, una grande massa d’aria calda, dà origine al sole, agli astri e alla luna; il secondo, invece, sotto forma di liquido, si riversa sui pianeti.
In un preciso istante Anassimandro scorge la terra, un pianeta simile ad una colonna di pietra, di forma cilindrica, molto più piccolo rispetto al sole e alla luna.
Anassimandro si avvicina alla terra e osserva il generarsi della vita in essa.
Avvicinandosi, nota le prime forme di vita attorno all’acqua, simili a dei pesci e, con il passare del tempo, assiste al loro cambiamento e alla loro morte.
Anassimandro improvvisamente si sveglia e, meravigliato del suo sogno, si dirige verso lo scrittorio e scrive su un coccio di pietra queste parole: ”Il principio degli esseri è l’infinito…In ciò da cui essi traggono la loro origine, ivi si compie altresì la loro dissoluzione, secondo necessità. Infatti, reciprocamente scontano la pena e pagano la colpa commessa, secondo l’ordine del tempo.”

Carmelo Intelisano – Daniel Harrabi

***
IL FILOSOFO ED IL BARCAIOLO

RIMANE INVIOLATO IL SEGRETO DELL’ENIGMATICO ERACLITO. IL BARCAIOLO, CUI ERANO AFFIDATE LE ULTIME SPERANZE PER SVELARLO, SI RIVELA TROPPO IGNORANTE!
 
Eraclito osserva lo scorrere delle acque lungo la riva di un fiume. Un barcaiolo lo nota incuriosito e gli si accosta.
*
BARCAIOLO: “Buongiorno, cosa stai facendo?”
ERACLITO: “L’educazione non è il tuo forte: non disturbarmi! Taci, allontanati.”
BARCAIOLO: “Volevo sapere…”
ERACLITO: “A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove, caro barcaiolo: Panta Rhei!”
BARCAIOLO: “…Panta cosa?”
ERACLITO: “Povero stolto: pensa! Non si può discendere due volte nel medesimo fiume a causa del divenire incessante.”
BARCAIOLO: “Sarò pure stolto…ma lei è pazzo!”
ERACLITO: “Tu, schiavo dei sensi, vuoi leggere con il logos…”
BARCAIOLO: “Io non sono schiavo di nessuno e lei è matto da rinchiudere. Pesco in queste acque da più di trent’ anni e non è cambiato di una virgola: freddo d’inverno e fresco d’estate.”
ERACLITO: “Povero ignorante! Per fortuna io mi guardo bene dalle opinioni degli uomini come te, basate sulle apparenze.”
BARCAIOLO: “Ma scusi: non ha un modo migliore per trascorrere il suo tempo, invece di dire assurdità? Si dedichi alla pesca, è utile e divertente!”
ERACLITO: “Sono convinto che la tua anima sia molto umida poiché Hestia è intelligenza e tu non sei per niente secco.”
BARCAIOLO: “Hestia? Io secco? Possibile mai che lei non riesca a dire una cosa sensata?”
ERACLITO: “Io non posso parlare con uno come te che deride e disprezza ciò che non può e vuole comprendere.”
BARCAIOLO: “Allora mi spieghi: cosa significa che io sono secco?”
ERACLITO: “Sai mantenere un segreto?”
BARCAIOLO: “Certamente!!”
ERACLITO: “Anch’io. Ciao!!”
Eraclito se ne va. Il barcaiolo rimane sotto choc per una settimana.

Giuseppe Barca - Giovanni Casella - Alessia Catanzaro
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ATTENTI AL CANE!

ATTENTI AL CANE! SOPRATTUTTO SE SI CHIAMA PITAGORA… L’INCONTRO, SOTTO CANIDI SPOGLIE, TRA PITAGORA E L’ALLIEVO FILOLAO AL SUONO DELLA MUSICA DELLE SFERE INTERROTTO DA UNA VEZZOSA CAGNETTA!

Filolao, mentre passeggia come è solito fare ogni mattina prima di riunirsi con gli altri Pitagorici, vede un uomo che bastona un cane: “Outos! (Ehi tu!) Che fai? Non sai chi è quel cane??!”
L’uomo si volta accigliato: “Chi vuoi che sia, è un cane!”.
Filolao: “2*! Non sai che in quel corpo potrebbe essere trasmigrata un’anima, per una colpa originaria? Non conosci nulla della metempsicosi? Ora, l’unica cosa che ti rimane è cercare la via della purificazione con la scienza, a meno che tu non voglia rinascere lombrico!”
L’uomo, attonito e incapace di controbattere, preferisce andarsene. Filolao riprende la sua passeggiata quando, improvvisamente, il cane si rivolge a lui dicendo: “Grazie. Tu rispetti gli insegnamenti della scuola pitagorica. Sei per caso un adepto?”. Filolao, dubitando della sua salute mentale, ripete fra sé e sé: “E’ solo un cane… Tranquillo Filolao… non sta realmente parlando con te!” e fa per andarsene.
Il cane: “Sembra incredibile, ma sono Pitagora! Se giurassi sulla Tetraktys, mi crederesti?”
Filolao, sbalordito, ma colpito dalle parole del cane non può proprio ignorarlo: “A questo punto non posso che inchinarmi alle tue zampe! Comunque, il mio nome è Filolao, e sì, sono un adepto! Ma…allora è vero che ti sei reincarnato in …”
Il cane:”Zitto Filolao! Senti questo suono?”. “No, quale suono?”. “E’ una celeste musica di sfere, prodotta dai cieli che ruotano secondo numero e armonia…le tue orecchie non le percepiscono, forse perché abituatesi da sempre a sentirla. Parlando d’altro… Ho sentito dire in giro che sei stato tu a diffondere le mie dottrine. Esse sono esoteriche, non tutti possono venirne a conoscenza! Sai cos’è successo ad un discepolo che non ha rispettato le mie regole? Quell’incosciente pretendeva di dimostrare l’esistenza della radice di 2 ! Diciamo che gli abbiamo fatto… “le scarpe di cemento” !”
Filolao: “Messaggio ricevuto…”
Pitagora: “Comunque…Sono fiero per come ti sei comportato oggi; e perciò, per premio, voglio rivelarti un mistero di cui pochi sono venuti a conoscenza…Tu sai perché io vengo considerato “divino?”
Filolao: “Certo, tu sei il nostro maestro…Sei molto saggio…Hai capacità taumaturgiche e sovrannaturali…”
Pitagora: “No, non solo per questo. Ricordi quando mi sono recato a Delfi? Lì, neanche la sacerdotessa Pizia ha potuto resistere al mio fascino da bello e tenebroso...Oltre a ciò vorrei rivelarti qualcos’altro di nuovo…Nessuno sa che…”
Filolao pende dal…”muso” di Pitagora quando questi, improvvisamente, distoglie la propria attenzione: “Aspetta, aspetta! Hai visto che bella codina scodinzolante laggiù? Ehi 6* ! ( riferito alla cagnetta) Scusa tanto Filolao, ma…il “dovere” mi chiama! Quel numero è davvero troppo carino! 7* ! Il mio kairos! E’ il momento opportuno per il 5*! Magari è la volta buona che mi accaso…”
Note:
(2) ingiustizia
(6) bellezza!
(5) matrimonio
(7) momento opportuno!
Federica Bucceri - Carlotta Papale - Dahbia Touili
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L’ OSPITE INASPETTATO
 
COUP DE THEATRE ALLA KERMESSE DI MODA “OVER 60” AL TEATRO ANTICO DI TAORMINA: IL NOVANTENNE SENOFANE SI CALA SUL PALCO A BORDO DI UN CAVALLO ALATO E SCOMPAGINA LA SCALETTA DELLA SERATA!

Grande novità a Taormina. Nella Perla dello Ionio si sono ritrovate bellezze d’altri tempi. Fiori, luci e magia hanno adornato per l’ennesima volta il Teatro Antico. Riflettori puntati su modelli e modelle d’ eccezione! Circa trenta partecipanti “over sessanta” hanno prestato la loro immagine per i quattromila spettatori presenti al “Festival d’altri tempi”.
Scopo della manifestazione, quello di rivalutare l’eleganza senza ritocchi. Tra i concorrenti più illustri: Sophia Loren, Sean Connery, Pippo Baudo e l’on. Silvio Berlusconi.
Un colpo di scena inaspettato ha, però, interrotto la serata. Un uomo sulla novantina ha fatto irruzione sul palcoscenico in sella ad un cavallo alato, creando molto scompiglio tra i presenti. Il suddetto, dopo aver solcato la passerella con fare superiore, si è rivolto al pubblico: “E voi tutti cosa ci state qui a fare non essendone degni come sono io. Migliore della forza e della bellezza è la nostra sapienza!”.
Pippo Baudo indispettito, tra lo stupore generale, ha domandato allo strano individuo chi fosse e da dove venisse; la risposta è stata: “Il mio nome è Senofane; per sessantasette anni il mio pensiero ha vagato per la terra dell’Ellade e dalla mia nascita erano già trascorsi venticinque anni oltre questi, se pur so dire con certezza intorno a queste cose”.
A questo punto è intervenuta la professoressa di filosofia Tarcisia Carnieletto, della giuria, affermando di aver conosciuto questo personaggio attraverso i libri e chiedendo ai presenti di dargli la possibilità di esprimersi. Così figura ne l’uomo ha continuato: “Uno solo Dio, sommo fra gli dei e gli uomini, né per figura né per pensiero simile ad essi. Tutto intero vede, tutto intero sente, tutto intero ode. Ma senza fatica, con la forza della mente tutto fa vibrare.”
Sentito questo, la giurata lo ha appoggiato vivamente e tra i due si è accesa una discussione puramente intellettuale alla quale i presenti hanno assistito sbigottiti. La professoressa ha domandato: “Allora Diogene Laerzio ci ha riferito bene: lei non è il fondatore della scuola di Elea!”. Ed il filosofo: “Non so chi sia questo personaggio, ma assicuro che io non son di certo fondatore di nessuna scuola. Il problema da me trattato è la presenza di un Dio unico e sfero… la perfezione! Ma immortali ritengono che gli dei vengano generati, e che abbiano vesti, voci e figure come loro. Ma se buoi, cavalli e leoni avessero mani o se potessero dipingere e compiere quelle opere che gli uomini compiono con le mani, i cavalli dipingerebbero immagini degli dei simili a cavalli e i buoi simili ai buoi, e plasmerebbero i corpi degli dei simili all’aspetto che ha ciascuno di essi”.
La serata all’ insegna della moda si è conclusa così. Sfilata interrotta, ma incontro ravvicinato con quello che poi è risultato un filosofo importante. Il pubblico, per niente insoddisfatto, ha osservato il dileguarsi lento dell’anziano signore, accompagnando il momento con un caloroso applauso. Mostrando d’esser d’accordo sul fatto che la sapienza è più importante della bellezza, concetto ai giorni nostri ampiamente dimenticato!

 
Simone Esposito – Carlotta La Spina – Veronica Lenci
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PARMENIDE & ZENONE: ENERGIE NUOVE

Mc DONALD’S ED UNA TORMA DI RAGAZZINI AFFAMATI METTONO IN CRISI LE VERITA’ DI PARMENIDE E ZENONE: ANCHE IL CIBO CAMBIA!
 
Un bel giorno d’agosto, Parmenide e Zenone, entrambi interessati alla polis, camminando per le strade di Elea si incontrarono.
*
Parmenide: “Caro Zenone, allievo mio, come stai?”
Zenone: “Bene maestro. Ti vorrei chiedere una cosa…Hai sentito dei cambiamenti che si vogliono apportare alla città?“
Parmenide: “No, non sapevo nulla. Dovrò inventarmi qualcosa!...Posso invitarti a cena a casa mia?
Mi farebbe molto piacere, così ne parliamo un po’.”
Zenone: “Si con molto piacere. Ma... cosa mangeremo?
Parmenide: “Per quanto riguarda la cena, ciò che mangeremo è una sorpresa anche per me perché non so ancora cosa fare. Ci vediamo più tardi!”
*
Parmenide si incammina verso casa; arrivato, inizia a pensare a cosa cucinare. Mentre si da’ ai preparativi, ricorda i bei momenti trascorsi a giocare a mosca cieca e, proprio in quegli attimi, una Dea bendata, di nome Giustizia, gli rivela le tre vie principali per raggiungere la verità: la via delle apparenze, detta il sentiero della notte, la via dei sensi; la via della verità assoluta, detta il sentiero del giorno, la via della ragione; ed, infine, la via dell’ opinione plausibile.
 
Passa il tempo…
 
 
*
La cena non è ancora pronta quando Zenone si annuncia.
Zenone: “Maestro, ho constatato che i preparativi vanno per le lunghe. Quando inizieremo a cenare?”
Parmenide: “Non scherzare caro Zenone! Mi è accaduta una cosa al quanto strana: una Dea bendata mi è venuta a fare visita...”
Zenone: “Sì, ed io invece ho visto una tartaruga che superava Achille! Non prendermi in giro…! E poi... sentiamo: cosa ti avrebbe detto questa mistica Dea?
Parmenide: “Mi ha rivelato le tre vie per arrivare alla verità.”
*
Parmenide spiega a Zenone tutto ciò che la Dea gli ha rivelato e, benché sorpreso dalle parole di Parmenide, decide di aiutare il suo maestro.
Prima di tutto propone di andare a comprare due “Mc Maxi Menù” alla McDonald’s. Parmenide, non conoscendo questo locale, è d’accordo. Appena arrivati al locale, Parmenide rimane quasi pietrificato nel vedere bambini che si ingozzano di tante stranezze e capisce, in un lampo, il disfacimento della sua città.
Osservando attentamente, però, capisce che ogni cosa si trasforma: ciò che era prima ora non è più e lo stato precedente non esiste. La conclusione cui arriva è che il nulla è possibile e che il non essere potrebbe esistere. Addio principio di identità e non contraddizione!
Parmenide corre ai ripari ed elabora le caratteristiche dell’essere: esso è unico, eterno, indivisibile ed immobile. Per difenderlo, conta sulla fedeltà dell’amico Zenone; quindi si offre di pagare la cena, mentre, in cuor suo, giura di girare al largo da quei panini gommosi. Aletheia: qualcosa da non dimenticare!
 
Donatella Montagno – Alessandra Puglia
 
LA RAGIONE CHIEDE DIRITTO DI CITTADINANZA

VITTORIO SGARBI FINALMENTE ZITTITO GRAZIE AD UN RAPPRESENTANTE DELL’INTELLIGHENTIA GRECA! PECCATO CHE ERA TUTTO UN SOGNO…
 
Tornava dal lavoro, come al solito, stanco e stressato. Girava per vie e vialetti osservando le case che creavano, con il loro alternarsi, giochi di luci e colori.
Vittorio accese la televisione sbuffando, si passò la mano tra i lunghi capelli brizzolati, osservando che dal satellite arrivavano solo programmini di “serie B”. Preferì coricarsi pensando: “Tsé, io sono molto meglio di questi che annaspano nel tentativo di intrattenere folle.... Potrei tener testa a chiunque!”. E si addormentò.
*
La sveglia mattutina stranamente stava tardando a farsi sentire; Vittorio aveva un forte mal di testa che attanagliava i pensieri.
L’ aria era fresca e briosa. Spalancò gli occhi...:”Ma…dove mi trovo?!?”. La sabbia bagnata sotto i piedi fu l’ immediata risposta: “ Non a casa mia…!”. Risalì lungo la spiaggia, avviandosi verso quella che sembrava essere una cittadella. Le persone indossavano lunghi e candidi abiti; parlavano una lingua che alle orecchie di Vittorio suonava molto “scolastica”: il greco.
Un uomo, vedendo gli strani vestiti e la confusione del forestiero, gli si parò davanti ed esordì: “Salve! Vedo che non siete cittadino di Elea. Io sono Arcipianulos, rinomato politico di questo luogo. Seguitemi! Potremo parlare meglio a casa mia”. Lo seguì, ma nella sua testa non riusciva a capacitarsi dell’ assurda situazione. Intorno ad una tavola imbandita si presentò ad Arcipianulos, che rimase stupito della sua storia e ne approfittò per invitarlo al banchetto, che si sarebbe tenuto quella sera stessa, a cui avrebbero partecipato le migliori menti della città.
La sala del simposio era grandissima; persone dai capelli canuti prendevano posto dignitosamente sui triclini e Vittorio riceveva complimenti per la frangia insolitamente liscia che gli ricadeva sulla fronte. Arcipianulos prese la parola: “Gentili cittadini, a mio avviso la nostra amata Elea deve essere democratica e libera in ogni suo aspetto, specialmente nel diritto di parola. Per questo la polis deve cambiare!”. Vittorio, pur estraneo alla situazione politica, sostenne Arcipianulos: “Credo fermamente che gli uomini debbano svincolarsi da ogni restrizione; il cambiamento è giusto: la città al popolo!”.
Un uomo dalla folta barba, con aria aristocratica, si alzò e qualcuno bisbigliò sottovoce: “Guardate…Zenone vuole intervenire: si salvi chi può..!”. I mormorii furono interrotti da una voce profonda e solenne: “Se mi è concesso, vorrei esprimere il mio parere a riguardo. Suppongo che ad Elea tutti conoscano il corretto uso e significato delle parole. Queste, però, son spade affilatissime, che non hanno mai tardato a mietere vittime; allora chiunque è in diritto di affermare: “Il pie’ veloce Achille non raggiungerà mai in gara una tartaruga!”, oppure: “Un solo minuto è uguale ad un giorno intero!”. Vittorio, punto sul vivo, non esitò a controbattere stizzito: “Ma cosa va dicendo… incompetente! E’ ovvio che il grande eroe sorpassi l’ animale con un semplice balzo; inoltre, è inconcepibile che un minuto sia pari in durata ad una giornata!”. Zenone, con il sorriso sul volto, rispose: “Ecco, mio caro amico! Hai potuto constatare come ai mortali non sia concesso dire ogni cosa che passa per la testa o che possa fluire sulle le labbra!”. Vittorio, ormai al limite della sua già ben poca pazienza, stava per aprir bocca ma il grande pensatore repentinamente lo anticipò: “Basta, sei in torto! Non scherzare con chi usa la ragione prima di parlare! Ancora un fiato e ti stacco la lingua svelta che ti ritrovi...!”. Per la prima volta Vittorio rimase senza parole.
*
Si svegliò di soprassalto tra le lenzuola picassiane nella sua stanza adorna di bellissimi quadri, madido di sudore…Per la prima volta ebbe la certezza che le parole non bastano alla vita.
 
Loris Canì – Luigi Silicato – Alessandro Melita
 
 
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La scatola del filosofo

FORTE APPRENSIONE PER I QUATTRO RAGAZZI DISPERSI SULL’ETNA DURANTE UN GIOCO: SOLO SEGUENDO ALLA LETTERA LE ISTRUZIONI DI EMPEDOCLE RIUSCIRANNO A RITORNARE TRA NOI!
 
Agrigento. È stata ritrovata, da quattro ragazzi, una scatola di legno che consente di catapultarsi nella Sicilia del V secolo. Non è semplicemente una “macchina del tempo”, bensì un gioco con un preciso scopo e con dure prove da superare. Attenzione: i giovani hanno ormai iniziato a giocare. Solo continuando potranno fare ritorno nel presente.
Ognuno dei ragazzi rappresenta una delle quattro forze cosmiche: amore, amicizia, odio e discordia. Lo scopo è quello di raggiungere la cima dell’ Etna, buttarsi dentro il cratere e dare origine a quattro radici: acqua, aria, terra e fuoco. Per fare questo, dovranno cercare di reincarnarsi meno volte possibili, poiché saranno ospitati nel corpo di un essere sempre più basso.
Partendo da Agrigento, le “quattro forze” devono raggiungere, tutte insieme, l’osservatorio del filosofo Empedocle, sopra la Valle del Bove, sull’Etna dal quale, nel caso in cui morissero, potrebbero ripartire senza dover reincarnarsi e ricominciare il percorso dalla partenza.
Empedocle fornisce ad uno di loro, oltre alle indicazioni riguardanti il sentiero da intraprendere, un paio di sandali d’argento che gli permetteranno di correre più velocemente in modo da superare l’ostacolo che si presenterà durante il cammino. Il primo, dopo aver superato la sua prova, un terribile e potentissimo temporale, giunge a destinazione e dà origine all’elemento dell’acqua; può, così, rimandare indietro i sandali per permettere al ragazzo successivo di iniziare il suo cammino.
Ognuno dei compagni dovrà superare i rispettivi ostacoli: un vortice, un terremoto e un’eruzione vulcanica e dar vita così alle altre tre radici. Solo essendo giunti tutti al cratere, i quattro elementi si potranno riunire e si chiuderà il ciclo delle reincarnazioni.
Il gioco sarà concluso e i quattro ragazzi potranno fare ritorno al presente. Ci saranno dei nuovi concorrenti?
 
Erica Di Cara - Giulia Pinto - Andrea Schuler

***
Le conquiste dell'atomo

 E’ ATOMO, SPONSORIZZATO DAL MANAGER DEMOCRITO, LA NUOVA STAR DEL FIRMAMENTO TELEVISIVO!
 "Yuhu...c'è nessuno?". "BASTA! Mi sono stufata! Io mi licenzio!".
Queste sono le ultime parole di una furibonda Particella di sodio durante l'ultima conferenza stampa targata "Lete". Aggiunge, inoltre, di non voler rimanere legata al personaggio e di aver già ricevuto svariate proposte, tra cui la partecipazione ad un reality-show.
Partiti subito i provini per sostituirla, si sono viste scartate in partenza le quattro Radici Empedoclee, data la loro clausola mostrata ai produttori, secondo la quale sarebbero dovute stare obbligatoriamente insieme. Il primato sulla celeberrima particella è stato fino alla fine conteso tra due "giganti": Omeomeria, presentata da Anassagora, ed il ben più moderno Atomo, del famosissimo manager Democrito. Alla fine, Atomo è riuscito a spuntarla grazie a "quel certo non so che" capace di renderlo così nuovo ai nostri occhi, stanchi della solita pappa televisiva.
Siamo riusciti ad infilarci nella strapiena agenda della star del momento, benché il tempo a noi concesso sia stato esiguo: lo abbiamo incontrato nella sua sfarzosa villa ad Abdera, circondato da fans ed in compagnia del suo mentore Democrito e lo abbiamo intervistato personalmente.
*
“La domanda che tutti noi ci poniamo è: perchè ha scelto di chiamarsi "Atomo?". "Questo non è merito mio, ma del mio manager che, per dare riflesso accattivante alla mia carriera, ha ben pensato che indivisibile potesse essere una scelta azzeccata.” “Indivisibile? Ma noi la vediamo da solo...”.
"Infatti sono solo! Con indivisibile intendo che, oltre a me, non c'è niente, perchè sono l'ultima rappresentazione di ciò che è pensabile in ogni cosa.". “Come mai ha deciso di presentarsi al provino?”. "Per mettermi in gioco, ben sapendo che avrei vinto! Mi muovo sempre: il movimento per me è vita; è novità, anche quando mi scontro con gli altri, ma non faccio nulla se non sono sicuro di farcela e con pieni risultati." “Ha presentato particolari richieste alla società di acqua minerale per girerà lo spot?”. "Certamente! Per cominciare, la pubblicità verrà spostata da un'anonima bottiglia al ben più caratteristico gusto dell'acqua del mar Egeo, cosicché io possa sentirmi a casa e dare il meglio nella mia prestazione. Anche il copione verrà cambiato. Il motto avrà più spessore e carattere, ma questa sarà una sorpresa. Il camerino della "vecchietta Sodio" è, in confronto al mio, lo sgabuzzino delle scope!". “Cosa cambierà nel dettaglio?” "Diciamo che potete dimenticarvi quel infantile spot e cominciare a prepararvi a mature prove d'attore. Dovete ritenervi fortunati dato che io, unico ed indivisibile, mi mostro a voi per sponsorizzare una semplice acquetta. E basta con i movimenti caotici! Solo ordinate evoluzioni degne di un principe! E poi…ricordatevi che l'ultima volta che mi sono messo a girare ho creato il mondo! Mica male eh?
*
Salutiamo e ci allontaniamo accompagnati dal tramonto greco. Una cosa è certa: lo scenario televisivo cambierà con l'avvento di una tale personalità.
Mondo preparati: arriva l'atomo!
 
Alessio Briguglio – Federico Di Bella


Fratelli Maristi delle Scuole | smariagr@tiscali.it

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